LA BEATA CATERINA EMMERICK…

Il 3 dicembre 1811, per disposizione del fratello di Napoleone Bonaparte, Girolamo, re di Westfalia, che applicava nelle sue terre le norme anticattoliche e rivoluzionarie emanate dal fratello imperatore, si procedette alla soppressione di tutti i conventi e delle case religiose, tra questi fu soppresso anche il convento agostiniano di Agneteberg e chiusa la Chiesa annessa. Il buon confessore di Anna Caterina, l’anziano Padre Jean-Martin Lambert, un sacerdote francescano fuggito dalla Francia (Amiens) nel 1792 e che era vissuto come mendicante sino al 1802 (quando fu nominato vicario di Agnetenberg), portò con sé la pia Suora e la sistemò, debole e molto malata, in una stanzetta dapprima presso la pia vedova Roters e, l’anno seguente, presso un’altra pia vedova, sig.ra Menning. Ben presto la Beata si ammalò e non poté più lasciare la casa e fu costretta a letto. D’accordo con il vicario Lambert, Anna Caterina fece venire la sua sorella più giovane, la burbera e bisbetica Gertrud, la quale sotto la sua direzione doveva curare il governo della casa. La sua missione espiatrice sulla terra e la sua devozione a Dio meritò il sigillo celeste delle sante stigmate (alle mani, ai piedi ed al costato), che la Emmerick tenne in stretta riservatezza finché le fu possibile. In particolare la Venerabile è famosa per la croce sul suo petto apparsa il 28 agosto 1812, festa di S. Agostino, e sanguinante ogni mercoledì. Ma la notorietà involontaria che ne provenne costò alla mistica Suora ancor più sofferenze ed umiliazioni. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono scrupolosamente studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale della sua Diocesi, Mons. Clemens August Droste zu Vischering, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate. Tutte le commissioni istituite, perfino una laica presieduta da un massone, nonostante l’impegno per accertarne il contrario, non poterono che documentare l’autenticità soprannaturale e prodigiosa di queste manifestazioni. I sistemi usati dalle suddette commissioni, per accertare una verità che volevano sfuggire a tutti i costi, toccarono la vera crudeltà (perfino spingendo dolorosamente le dita nelle piaghe aperte). Anche i Diari del medico curante della Veggente, poi divenuto suo devoto, il giovane dott. Franz W. Wesener, provano infatti l’assoluta assenza di alimentazione (si nutriva solo dell’Ostia consacrata e di qualche goccia d’acqua o di succo di frutta) e il naturale sanguinamento delle Stigmate. Molti ebbero modo di incontrarla. Personaggi noti del mondo ecclesiastico e della cultura, e meno noti, come tanta gente semplice che dimostrava un vero sentimento devozionale per la pia Suora.

Tratto dalla Passione di Cristo

https://t.me/PPBenedettoXVI/72

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